Il 10 novembre a Milano la cantante italiana riceverà il riconoscimento dedicato alle artiste che hanno lasciato un segno nella musica e nella cultura popolare italiana. Una carriera iniziata con una censura e arrivata fino a Sanremo 2024.
Una voce graffiata, i capelli di un azzurro acceso, la presenza di chi sul palco non chiede il permesso. Basta un’immagine per riconoscere Loredana Bertè.
Il 10 novembre, a Milano, sarà lei la prima artista annunciata del premio Icon dei Billboard Italia Women in Music 2026.
Un premio che guarda a una carriera intera
L’Icon Award è destinato alle artiste che hanno lasciato un contributo storico nella musica e nell’arte. Non misura una stagione: considera l’intero arco artistico e l’influenza su più generazioni. Loredana Bertè è la seconda italiana a riceverlo, dopo Laura Pausini, premiata nel 2024 nella prima edizione italiana.
Per la terza edizione, intitolata “The Voices Edition”, i Billboard Italia Women in Music guardano oltre il palco: tra i premi ci sono anche le professioniste che scrivono, producono e dirigono.
Dalla censura a «Sei bellissima»
Nel 1974 Loredana esordisce con Streaking, ma la radiotelevisione lo censura. Non è un inizio facile. È però quello che meglio racconta il suo percorso.
A metà degli anni Settanta arriva “Sei bellissima”, uno dei brani che hanno attraversato più generazioni. Tra il 1978 e il 1980 seguono Dedicato, E la luna bussò e In alto mare, che costruiscono un suono tra rock e reggae e un timbro riconoscibile dopo poche note.
New York, la Factory e un suono che cambia
Nel 1981 registra Made in Italy agli Electric Lady Studios di New York, e in quegli anni visita la Factory di Andy Warhol. Un disco italiano nato in uno degli studi più celebri della città.
L’anno dopo, Traslocando, prodotto da Ivano Fossati, contiene “Non sono una signora”, che vince il Festivalbar. Nel 1985 è la volta di Carioca, interamente dedicato alle composizioni di Djavan. Un’artista che cambia pelle più volte, senza perdere la voce.
Amiche in Arena: il concerto per i quarant’anni
Il 19 settembre 2016, per celebrare i quarant’anni di carriera, Loredana Bertè riunisce sedici artiste all’Arena di Verona. Tra loro Gianna Nannini, Elisa, Alessandra Amoroso, Emma e Patty Pravo. La direzione artistica è di Fiorella Mannoia.
Il concerto, tutto esaurito, raccoglie fondi per i centri antiviolenza della rete D.i.Re. È forse il momento in cui l’icona incontra più chiaramente un impegno.
Dal cinema a Sanremo
Nel 2017 “J’Adore Venise” entra nella colonna sonora di Chiamami col tuo nome. Nel 2024 porta al Festival “Pazza”, che chiude al settimo posto e vince il Premio della Critica Mia Martini. Bertè lo dedica alla sorella Mimì.
Il disco Ribelle, nel 2025, e il tour “Ancora Ribelle”, partito questa estate, mostrano che non c’è nessuna intenzione di fermarsi.
Cosa significa, dopo oltre cinquant’anni, essere ancora “ribelle”? Per Loredana sembra voler dire continuare a cambiare, restando riconoscibile.
La serata del 10 novembre
I premi dei Billboard Italia Women in Music tengono conto di valutazioni artistiche, classifiche, streaming e impatto culturale e sociale. Oltre a Icon ci sono le categorie Woman of the Year, Powerhouse, DJ of the Year, Rising Star, Songwriter of the Year, Executive of the Year, Impact e Group of the Year.
Si aggiunge il premio EQUAL di Spotify, legato al programma per l’uguaglianza nel settore musicale, attivo in oltre 40 Paesi.
L’appuntamento è martedì 10 novembre 2026 al Vesta Fiori Chiari, a Milano. La serata è condotta da Giorgia Fumo.
Una ribelle che non smette di farsi ascoltare
Un’icona non è chi viene ricordata. È chi continua a farsi riconoscere. A più di cinquant’anni dal primo disco, Bertè è ancora la voce che si sente prima di vederla.
