Stellantis a Parigi: sei concept per immaginare l’auto di domani

Dalla 2 CV elettrica da circa 15.000 euro alla nuova interpretazione della RCZ, passando per Alfa Romeo Cuorerosso e una Fiat capace di trasformarsi. Al Salone di Parigi il futuro dell’auto passa da sei idee molto diverse.

Un’ex rimessa per dirigibili alle porte di Parigi trasformata per una sera in una passerella. Luci, musica, pubblico disposto ai lati e, al posto degli abiti, sei automobili chiamate a raccontare altrettante interpretazioni del futuro.

Alla vigilia del Salone dell’Auto di Parigi 2026, Stellantis ha scelto l’Hangar Y di Meudon per presentare sei concept car in anteprima mondiale firmate Alfa Romeo, Citroën, DS Automobiles, Fiat, Opel e Peugeot. L’evento, intitolato The Night Before, ha anticipato la presenza del gruppo al Mondial de l’Auto, in programma dal 12 al 18 ottobre, dove Stellantis occupa il più grande stand della manifestazione con oltre 60 vetture, nove concept e otto brand.

La scenografia quasi da fashion show non è stata casuale. In un gruppo che condivide tecnologie e architetture tra marchi differenti, il design assume il compito di rendere ogni automobile riconoscibile. La strategia è quella di costruire una famiglia senza uniformarne i caratteri: la semplicità di Citroën, la praticità non convenzionale di Fiat, la sportività Alfa Romeo, il gusto per la personalizzazione di DS, il rigore Opel e il piacere di guida secondo Peugeot.

Citroën 2 CV Concept: l’icona torna elettrica

Fra tutte, è probabilmente la Citroën 2 CV Concept a rendere più evidente il rapporto tra passato e futuro. Prodotta originariamente dal 1948 al 1990, la 2 CV appartiene a quella categoria di automobili diventate oggetti della cultura popolare prima ancora che pezzi di storia dell’automobile.

Citroën evita però una replica nostalgica. La nuova concept è lunga 3,76 metri, completamente elettrica e recupera soprattutto i principi dell’originale: leggerezza, praticità, semplicità e accessibilità. Tetto in tela, sedute essenziali e dettagli volutamente giocosi traducono quell’immaginario in un oggetto contemporaneo.

La parte forse più significativa riguarda ciò che dovrebbe accadere dopo il concept. Citroën afferma che il progetto anticipa un modello destinato ad arrivare entro i prossimi due anni, prodotto in Europa e con un prezzo d’ingresso indicativo intorno ai 15.000 euro.

Il ritorno della 2 CV si inserisce in una tendenza più ampia. In Europa diversi costruttori stanno recuperando nomi e forme appartenenti alla memoria collettiva per accompagnare la transizione elettrica: secondo Reuters, l’heritage è diventato anche uno strumento di differenziazione in un mercato in cui i produttori cinesi competono sempre più su prezzo e tecnologia.

Fiat Multiplay: l’auto diventa uno spazio da abitare

Anche Fiat Multiplay parte da un nome familiare, ma sceglie una strada molto diversa dal semplice revival della Multipla.

Lunga 4,45 metri, combina caratteristiche di monovolume, SUV e pick-up. Il punto centrale è il montante posteriore chiamato “Metamorfosi”: una parte della carrozzeria può scorrere lungo apposite guide, trasformando la configurazione familiare 6+1 in un pick-up a quattro posti con cassone aperto.

L’idea è progettare l’automobile intorno a giornate che non appartengono più a una singola categoria. Famiglia, lavoro, animali, sport e weekend possono richiedere spazi completamente diversi nell’arco della stessa settimana.

Da qui arrivano soluzioni dai nomi volutamente leggeri come Petsenger Seat, pensata anche per gli animali domestici, e Sunseat, una seduta che può trasformarsi in una sorta di chaise longue.

Più che anticipare necessariamente un unico modello, Multiplay funziona quindi come laboratorio per le future Fiat dedicate alla mobilità familiare.

Alfa Romeo Cuorerosso: il futuro deve ancora emozionare

Con Cuorerosso, Alfa Romeo sceglie esattamente il territorio opposto: meno utilità, più desiderio.

Il nome riunisce due simboli quasi elementari dell’universo del Biscione, il cuore e il rosso. Il risultato è una vettura bassa e sportiva che il marchio definisce un manifesto, precisando che non anticipa direttamente un singolo modello di serie.

È una distinzione importante. Cuorerosso indica piuttosto il linguaggio che potrebbe entrare nelle Alfa Romeo dei prossimi anni: una gamma basata su architetture multi-energy, con modelli fino a circa 4,7 metri e la possibilità di mantenere versioni ad alte prestazioni Quadrifoglio. Alfa immagina persino, per il vertice della gamma futura, un V6 2.9 full hybrid con trazione integrale Q4.

In altre parole, l’elettrificazione non viene raccontata come cancellazione del carattere. La domanda è piuttosto come conservare proporzioni, coinvolgimento e piacere di guida quando cambia la tecnologia che li produce.

DS F3VER: personalizzare anche la luce

Per DS Automobiles, il futuro passa invece da una compatta premium costruita attorno alla personalizzazione.

La DS F3VER adotta una silhouette scultorea e una serie di elementi pensati per modificare la percezione dell’auto: una verniciatura dicroica chiamata Cosmic Blue, carrozzeria bicolore estesa, un anello del tetto personalizzabile e una firma luminosa posteriore capace di animarsi.

È interessante perché sposta la personalizzazione da ciò che tradizionalmente si sceglieva in concessionaria — colore, cerchi, rivestimenti — verso elementi digitali e luminosi.

Pur mantenendo dimensioni compatte, il concept promette spazio interno e autonomia elettrica ai vertici della categoria. DS parla di Design Intelligence, un metodo che utilizza il progetto per cercare contemporaneamente efficienza, pulizia delle forme e qualità percepita.

Il lusso di una piccola automobile, secondo questa visione, può dipendere sempre meno dalle dimensioni e sempre più dalla capacità di creare un ambiente personale.

Opel STX: la station wagon prova a diventare desiderabile

Fra SUV e crossover, la tradizionale station wagon è diventata quasi una presenza controcorrente. Opel STX Concept prova a immaginare come potrebbe evolversi.

STX significa Sports Tourer eXperimental. Le proporzioni restano quelle di una familiare, ma diventano più tese e vicine a una shooting brake, con un posteriore fortemente inclinato e soluzioni aerodinamiche attive.

Cambia anche il volto dell’auto. La tradizionale firma Opel Vizor evolve attraverso elementi luminosi animati, mentre il cosiddetto Opel Compass verticale diventa ancora più evidente. Alcuni di questi elementi, precisa il marchio, sono destinati a influenzare i futuri modelli di serie.

La parte interessante è culturale prima ancora che tecnica: prendere una carrozzeria associata per decenni alla razionalità familiare e provare a restituirle una componente emotiva.

Peugeot RCZ Vision: la coupé guarda alla nuova era elettrica

A chiudere il gruppo c’è forse il concept tecnologicamente più ambizioso: Peugeot RCZ Vision.

Il nome recupera quello della coupé prodotta a partire dal 2009, ma il progetto viene utilizzato soprattutto per mostrare il prossimo linguaggio del marchio. La carrozzeria conserva l’idea del tetto a doppia curvatura e la combina con la nuova filosofia estetica che Peugeot chiama “Futuro Felino”.

All’interno compare una nuova evoluzione dell’i-Cockpit con il comando Hypersquare, mentre la scheda tecnica immagina un sistema elettrico da 500 CV, autonomia fino a 600 km e una batteria a stato solido abbinata a un’architettura a 1.000 volt. Peugeot dichiara un passaggio dal 10 all’80% della carica in meno di dieci minuti.

Sono numeri da concept, quindi più utili per indicare una direzione che per descrivere un prodotto già pronto ad arrivare nei concessionari. Ma proprio per questo RCZ Vision mostra bene ciò che queste vetture sono chiamate a fare: rendere visibile una tecnologia che, altrimenti, resterebbe invisibile.

Sei automobili, sei idee di futuro

Dietro i sei concept c’è il piano FaSTLAne 2030, con cui Stellantis punta fra le altre cose a lanciare più di 50 nuovi prodotti entro il 2030 e ad ampliare la propria copertura di mercato in Europa.

Ma osservate insieme, le sei vetture raccontano qualcosa di più interessante di un piano industriale.

Il futuro dell’automobile non appare come un’unica forma aerodinamica e tecnologica replicata sotto marchi differenti. Al contrario, sembra tornare centrale la necessità di avere personalità. La 2 CV recupera la semplicità, Multiplay immagina l’auto come spazio flessibile, Cuorerosso difende l’emozione, F3VER lavora sulla personalizzazione, STX riscopre la station wagon e RCZ Vision trasforma la tecnologia in spettacolo.

È significativo che alcune guardino molto avanti mentre altre recuperino nomi conosciuti da decenni. In una fase in cui la meccanica tende a uniformarsi e le piattaforme possono essere condivise, la memoria e il design diventano strumenti per distinguersi.

A Parigi, quindi, Stellantis non porta una sola risposta alla domanda su come sarà l’automobile del prossimo decennio. Ne mette in scena sei. E forse il punto è proprio questo: il futuro può essere tecnologicamente comune senza dover sembrare tutto uguale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *