Flexform London: l’arte italiana dell’abitare arriva a Chelsea Harbour

Boiserie, pellami, marmi e superfici tridimensionali costruiscono il nuovo flagship di Chelsea Harbour. Flexform rinnova il suo spazio londinese e presenta la collezione 2026 attraverso ambienti pensati più come stanze da vivere che come semplici vetrine.

Un divano dalle forme avvolgenti, una parete in legno, la superficie fredda del marmo accanto alla morbidezza della pelle. Nel nuovo showroom Flexform di Londra, il design viene raccontato soprattutto attraverso le relazioni: tra oggetti e materiali, tra luce e volumi, tra ciò che serve ad arredare una casa e ciò che contribuisce a farla sentire propria.

Il flagship all’interno del Design Centre Chelsea Harbour è stato completamente rinnovato dal Flexform Design Center e riapre mostrando insieme alcuni dei pezzi più rappresentativi del marchio e le novità della collezione 2026. L’allestimento utilizza boiserie, texture tridimensionali, pellami e marmi selezionati per costruire una successione di ambienti domestici, anziché una semplice esposizione di prodotti.

È una scelta coerente con il luogo. Chelsea Harbour riunisce oggi più di 140 showroom ed è uno dei principali punti di riferimento londinesi per architetti, interior designer e progettisti che lavorano su residenze, hotel, ristoranti e yacht in tutto il mondo.

Dentro questa concentrazione internazionale di design, Flexform porta un’idea di casa nata molto più lontano: a Meda, nel cuore della Brianza.

Da Meda a Londra, senza cambiare linguaggio

La storia di Flexform comincia nel 1959 in un piccolo laboratorio artigianale della Brianza, in un territorio nel quale falegnameria, industria e cultura del progetto avrebbero dato forma a uno dei distretti del mobile più importanti d’Italia.

La produzione è rimasta ancora oggi concentrata a Meda, dove disegno e realizzazione convivono nello stesso sistema manifatturiero. Nel tempo l’azienda è diventata internazionale, ma la lavorazione dei materiali e la cura costruttiva continuano a essere parte centrale della sua identità.

Il nuovo spazio londinese prova a tradurre proprio questa continuità.

Non replica letteralmente una casa italiana, né cerca di ricostruire uno stile legato a una determinata epoca. Lavora piuttosto su una “warm modernity”, come la definisce il marchio: contemporanea nelle forme, ma costruita attraverso materiali che acquistano carattere con l’uso e con il tempo.

Il risultato è lontano dalla neutralità tipica di molti spazi commerciali. Legno, pelle, pietra e tessuti hanno una presenza visibile e tattile, mentre gli arredi vengono inseriti in composizioni che suggeriscono già il modo in cui potrebbero essere abitati.

Lo showroom somiglia sempre meno a un negozio

Il progetto di Londra si inserisce in una concezione dello showroom che Flexform sviluppa da tempo.

A Meda, il corporate showroom occupa oltre 2.000 metri quadrati e viene organizzato come una sequenza di habitat, accostando prodotti recenti e pezzi che appartengono alla storia del marchio. Lo spazio comprende anche una Materials Library dedicata a tessuti, pelli, essenze, pietre, marmi, metalli e superfici per indoor e outdoor.

A Londra, questa logica viene trasferita in scala urbana.

Il flagship non serve soltanto a vedere un divano o scegliere un tavolo. È pensato anche come luogo di consulenza per progetti di interior design personalizzati, dove materiali, rivestimenti e finiture possono essere osservati insieme prima di entrare in un ambiente reale.

Il passaggio è significativo perché racconta come sta cambiando anche l’acquisto dell’arredo di alta gamma.

Sempre meno oggetti isolati, sempre più un progetto complessivo del modo di abitare.

Quincy: il divano torna al centro della stanza

Tra le novità 2026, uno dei progetti che sintetizza meglio questa idea è Quincy, disegnato da Antonio Citterio.

Il divano abbandona la rigidità delle geometrie ortogonali e utilizza curve più morbide per costruire composizioni avvolgenti. La struttura monoscocca forma quasi un guscio intorno ai cuscini, mentre gli elementi modulari permettono di creare configurazioni differenti.

Citterio lega il progetto all’idea della convivialità: il divano torna a essere il luogo intorno al quale le persone si dispongono, conversano e condividono il tempo.

È un tema semplice, ma molto contemporaneo.

Dopo anni in cui il living è stato spesso organizzato soprattutto intorno allo schermo televisivo, le forme curve e le sedute che si orientano reciprocamente suggeriscono una casa costruita di nuovo intorno alle relazioni.

Il mobile non si limita a occupare uno spazio. Contribuisce a decidere come quello spazio viene utilizzato.

Everett: quando la struttura lascia passare la luce

Sempre Antonio Citterio firma Everett, altro progetto della collezione 2026.

Qui l’elemento caratterizzante è una struttura metallica avvolta da un intreccio in cordino di cuoio: più fitto nella parte inferiore e progressivamente più aperto salendo verso lo schienale. Il risultato funziona quasi come un filtro, lasciando passare aria e luce e alleggerendo visivamente il volume del divano.

Il contrasto è tipico del linguaggio Flexform: una struttura tecnicamente precisa viene resa meno rigida dalla presenza di una lavorazione artigianale.

L’intreccio appartiene all’universo del fatto a mano; il metallo a quello della produzione contemporanea. Il cuscino generoso introduce infine la componente più domestica: il comfort.

Nel nuovo showroom londinese, dove pellami e texture hanno un ruolo centrale, progetti di questo tipo permettono di leggere il mobile quasi da vicino, osservando ciò che spesso nelle fotografie di interni scompare: la costruzione.

Il cuoio incontra il vetro

Il tema della materia ritorna nella famiglia Louise, progettata da Patrick Norguet.

Qui l’accostamento è tra cuoio e vetro retroverniciato. Forme circolari rivestite in pelle accolgono superfici lucide che sembrano quasi sospese, creando una famiglia di tavolini, comodini e contenitori utilizzabile in ambienti differenti.

È un esempio di come la collezione 2026 lavori meno sulla decorazione e più sul contrasto fra sensazioni.

Morbido e rigido. Opaco e riflettente. Pesante e leggero.

Nella casa, queste opposizioni finiscono per costruire atmosfera quanto il colore. È anche il motivo per cui un progetto di showroom fondato su superfici e materiali può raccontare gli arredi meglio di una sequenza di piedistalli.

Tara: il cemento entra nel living

Con Sebastian Herkner, alla prima collaborazione con Flexform, cambia ancora il registro.

Il tavolo Tara nasce dall’incontro tra una base in cemento e superfici più leggere, comprese versioni con vetro retroverniciato. La massa del basamento viene lavorata attraverso curve concave che ne attenuano la monumentalità.

Il cemento entra così in un ambiente domestico senza assumere necessariamente un carattere industriale.

È un materiale associato all’architettura e alla struttura degli edifici, ma utilizzato qui per costruire un elemento d’arredo dalle forme controllate. La superficie minerale dialoga con legno e vetro, portando nella stanza un peso visivo che viene compensato dalla trasparenza.

La collezione 2026 mette insieme progettisti con sensibilità diverse — Antonio Citterio, Patrick Norguet, Fumie Shibata, Sebastian Herkner e Monica Armani — ma mantiene una continuità nel rapporto tra forma e materia.

Il design italiano dentro un distretto internazionale

La posizione del flagship aggiunge un altro livello alla storia.

Il Design Centre Chelsea Harbour è un luogo costruito quasi interamente intorno alla cultura degli interni. I suoi oltre 140 showroom vengono frequentati da professionisti che progettano residenze private, hospitality e grandi progetti internazionali, ma il centro è aperto anche a chi cerca idee per la propria casa. (dcch.co.uk)

Flexform occupa gli spazi G28-G30 al piano terra della South Dome, uno degli ambienti più riconoscibili del complesso.

Portare qui un linguaggio nato in Brianza significa confrontarlo ogni giorno con tradizioni progettuali, culture dell’abitare e clienti provenienti da contesti molto diversi.

La sfida non è quindi esportare un’immagine stereotipata del Made in Italy.

È rendere riconoscibile un metodo: proporzioni controllate, materiali scelti con attenzione, lavorazioni visibili nei dettagli e un’idea di eleganza che evita di affidarsi alle tendenze più rapide.

Un’eleganza che preferisce durare

Flexform definisce il proprio approccio attraverso il concetto di “understated elegance”, un’eleganza misurata che cerca di sottrarsi alla necessità di dichiarare continuamente la propria contemporaneità.

La durata è anche uno dei principi con cui l’azienda racconta oggi la sostenibilità: progettare oggetti capaci di rimanere a lungo nelle case significa estenderne il ciclo di vita e ridurre la necessità di sostituirli.

È un’idea particolarmente interessante in un momento in cui anche l’arredo è esposto a ritmi estetici sempre più veloci.

Il nuovo showroom di Londra lavora nella direzione opposta. Non costruisce una scenografia pensata per una singola stagione. Utilizza legno, marmo, pelle e arredi progettati per convivere con ciò che verrà dopo.

La contemporaneità, in questa prospettiva, consiste meno nell’inseguire il nuovo e più nel creare qualcosa che possa restare attuale abbastanza a lungo da diventare familiare.

La casa come collezione che cresce nel tempo

È forse questo il filo che unisce il restyling di Chelsea Harbour alla collezione 2026.

Dentro lo stesso spazio convivono novità e arredi appartenenti alla storia di Flexform. Non vengono presentati come due mondi separati: il pezzo appena disegnato entra accanto a quello che ha già attraversato anni di interni.

La casa funziona spesso nello stesso modo.

Raramente nasce completa in un solo momento. Accumula oggetti, materiali e memorie; qualcosa viene sostituito, altro rimane, un nuovo tavolo può convivere con una poltrona acquistata decenni prima.

Uno showroom capace di suggerire questa continuità racconta forse il design in modo più realistico di qualsiasi ambiente perfettamente congelato.

A Londra, Flexform prova a fare proprio questo: mostrare l’arredo come parte della vita, prima ancora che come prodotto.

Visitare Flexform London

Il flagship Flexform si trova al Ground Floor, South Dome, G28-G30 del Design Centre Chelsea Harbour, Lots Road, Londra SW10 0XE. È aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 17.30.

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